Segeln gegen die Festung Europa

Das Wendland schickt ein Schiff!

Una barca a vela tedesca non può proseguire le operazioni di soccorso

Dal 30 giugno 2026, la barca a vela TROTAMAR III dell’ONG tedesca CompassCollective non potrà più partire per la prossima missione. Leri, il governo regionale siciliano ha fissato a 45 giorni il periodo di fermo amministrativo per la TROTAMAR III. Il provvedimento è stato disposto in seguito al salvataggio di 25 persone da un gommone all’interno della zona di soccorso marittimo libica.

La barca a vela TROTAMAR III, lunga 13 metri, naviga nel Mediterraneo e, con equipaggi a rotazione, soccorre persone in pericolo in mare. Dal 27 giugno, l’attuale equipaggio, composto da cinque volontari e dal loro skipper e responsabile delle operazioni Matthias Wiedenlübbert, era in missione nell’area a sud-est di Lampedusa. La mattina presto del 29 giugno, l’equipaggio ha trovato 25 persone alla deriva in mare su un gommone che perdeva acqua e con il motore in avaria. Per salvare le persone dall’annegamento, l’equipaggio ha evacuato i naufraghi a bordo. Tutti i soccorsi provengono dalla Somalia, un paese dilaniato dalla guerra civile, uno Stato in disgregazione caratterizzato da terrorismo, conflitti tra clan e instabilità politica. Il salvataggio è avvenuto proprio all’ultimo momento, poiché la cosiddetta guardia costiera libica è comparsa con un motoscafo pochi minuti dopo la conclusione delle operazioni di soccorso. Invece di riportare le persone dalla barca dei profughi in Libia contro la loro volontà, come spesso accade, la «guardia costiera» ha potuto solo esortare impotente lo skipper a virare immediatamente verso nord. Questo «ordine», impartito in acque internazionali, è privo di qualsiasi fondamento giuridico, poiché in queste acque vige il diritto marittimo internazionale e nessuno Stato ha il potere di impartire istruzioni.

Lo skipper Matthias Wiedenlübbert, invece, con l’evacuazione delle 25 persone ha agito nel rispetto del diritto marittimo internazionale e, subito dopo aver avvistato per la prima volta il gommone, ha informato i centri di coordinamento delle emergenze marittime di Roma e Malta. Ora gli viene rimproverato di non aver coinvolto il centro di soccorso in Libia. A tal proposito, Wiedenlübbert afferma: «Qui erano in gioco vite umane e i diritti delle persone in fuga. La Libia calpesta i diritti umani e non può offrire un porto sicuro secondo le convenzioni internazionali. Una consegna alla Libia non era un’opzione».

La Guardia Costiera di Lampedusa la vede diversamente e, dopo la consegna delle persone nelle prime ore del mattino del 30 giugno 2026, ha imposto un divieto di uscita in mare alla Trotamar III. Il 8 luglio 2026, l’Ufficio Centrale di Ordine Pubblico di Agrigento ha comminato alla nave di soccorso un fermo di 45 giorni e una sanzione amministrativa di 10.000 €. A tal proposito, Katja Tempel, portavoce del CompassCollective, ha dichiarato: «La repressione nei confronti delle organizzazioni di soccorso civili da parte della politica italiana sta portando a un aumento dei decessi. Per questo motivo presenteremo ricorso contro il fermo della TROTAMAR III, per poter tornare rapidamente operativi. Il prossimo equipaggio è già ai blocchi di partenza».

Solo nel 2026, cinque navi di soccorso civili sono state bloccate nel porto dal governo italiano di estrema destra. Questa è ormai la terza volta in totale che la TROTAMAR III viene fermata. Dall’inizio dell’anno, 1.337 persone sono morte o sono scomparse nel Mediterraneo centrale (OIM) e almeno 6.811 persone sono state impedite di fuggire e costrette a tornare in Libia (UNHCR). La regione ha così registrato l’inizio d’anno più letale da quando l’OIM ha iniziato a registrare i casi di decessi e dispersi nel 2014. Per questo motivo, nel novembre 2025, 13 organizzazioni di soccorso in mare, tra cui il CompassCollective, hanno fondato, insieme a una rete di organizzazioni della società civile, l’alleanza Justice Fleet. L’obiettivo dell’alleanza è difendere il diritto internazionale, opponendosi al fermo illegale delle navi di soccorso in Italia e denunciando l’esternalizzazione delle operazioni di ricerca e soccorso ad attori illegittimi e violenti in Libia.

Da tre anni la TROTAMAR III svolge operazioni di ricerca e soccorso al largo delle coste tunisine e libiche. Nel corso di 24 interventi, grazie all’allerta inviata alla centrale operativa di soccorso competente, nel 2017 la Guardia Costiera italiana ha potuto salvare 2017 persone, che in precedenza erano state assistite per ore dall’equipaggio della barca a vela civile con giubbotti di salvataggio e acqua potabile. Finora 432 persone sono state salvate direttamente sulla barca a vela e portate in salvo a Lampedusa.

Bildmaterial zur freien Verfügung unter Nennung des CompassCollective als Quelle finden Sie auf https://compass-collective.org/presse
Interviews mit dem Skipper auf Anfrage.

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